Officina Giovani Aree Interne, uno spazio per dare voce e progettare

Il punto sul percorso che coinvolge gli under 40 nella programmazione e attuazione di progetti e politiche

 

LEGGI GLI ALTRI CONTRIBUTI DELL’INCHIESTA “L’ITALIA DELLE AREE INTERNE”

 

Published 28 febbraio 2022 – © riproduzione riservata

 

Possiamo immaginare un futuro nelle aree interne? Per oltre 400 giovani realtà di questi territori non ci sono dubbi, la risposta è affermativa. E ci hanno detto anche in quale modo nell’ambito di Officina Giovani Aree Interne, individuando quindici proposte di policy puntuali e i relativi strumenti per “metterle a terra”. Per ripensare il futuro delle aree interne, e più in generale del nostro Paese, per le nuove generazioni è essenziale partire da più spazi di partecipazione e dialogo con le istituzioni, favorendo il riconoscimento della figura del community manager. Ma anche da progetti che hanno al centro lo sviluppo sostenibile, l’agricoltura, il riuso degli immobili e dei terreni abbandonati. E, ancora, da iniziative per l’accompagnamento e la formazione allo sviluppo d’imprese e competenze favorendo nuove modalità di offerta dei servizi essenziali di prossimità. Il tutto mettendo al centro cultura e creatività.

 

Dal 2020, il percorso di Officina Giovani Aree Interne

Il percorso di Officina Giovani Aree Interne è partito a dicembre 2020 per portare l’esperienza, la competenza, le idee e le istanze delle nuove generazioni che vivono e lavorano nelle aree interne sui tavoli della programmazione. Lontane dalle catene del valore globale e ancora marginali nel dibattito pubblico, le aree interne costituiscono circa il 60% del territorio italiano. Aree perlopiù montuose e collinari lontane dai centri di offerta di servizi essenziali, in cui insistono fenomeni di spopolamento e invecchiamento della popolazione in cui vive circa un quarto degli abitanti del Paese. Non proprio così marginali, quindi.

Officina Giovani Aree Interne è stata avviata proprio per favorire e rafforzare il dialogo dei cittadini di questi territori con le istituzioni. Il progetto è stato fortemente voluto dal Comitato Tecnico Aree Interne, organo direttivo della Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI), che dal 2014 agisce per invertire le dinamiche negative, ed è stato promosso dall’Agenzia per la Coesione Territoriale nell’ambito di Officine Coesione, parte del PON “Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020”, che vede tra i soggetti partner anche il Gran Sasso Science Institute dell’Aquila.

Nello specifico, l’obiettivo è stato quello di coinvolgere gli under 40 passando dalla promozione di una generica partecipazione al loro “coinvolgimento strategico” nell’intero ciclo di policy: partendo dalla presa delle decisioni e dalla definizione di un documento di proposte di policy al monitoraggio degli interventi e dell’attuazione della SNAI. I soggetti che vi hanno preso parte fin dalla prima call pubblica di adesione sono per il 50% persone singole, la restante parte comprende associazioni (26%), giovani amministratori (9%), università e altre realtà. Circa il 60% vive e/o lavora nel Sud Italia.

Oggi continuiamo a raccogliere messaggi d’interesse e richieste di adesione. Così i più giovani stanno manifestando l’interesse e la disponibilità di mettersi in gioco, lavorando e impegnandosi in prima persona, per ribadire il diritto e la libertà di restare e vivere nelle aree interne. Il percorso per la definizione delle proposte può essere considerato uno dei più ampi e innovativi percorsi di co-definizione di policy. Ha richiesto impegno e si è sviluppato attraverso un lungo confronto e la messa a sistema delle competenze ed esperienze da parte dei partecipanti. Con il team di esperti abbiamo corretto “il tiro” in itinere affinché il percorso e le modalità potessero rispecchiare e accogliere le necessità dei giovani. Tutto è partito da un “documento driver”, elaborato da alcune giovani realtà sulla base delle preferenze espresse da tutti gli altri partecipanti, che è entrato nel vivo attraverso quattro tavoli di lavoro tematici. I tavoli si sono svolti nei mesi di giugno e luglio in modalità telematica e sono stati dedicati alle priorità definite congiuntamente, ovvero: partecipazione e beni comuni; ambiente, agricoltura e sviluppo sostenibile; cultura, turismo e creatività; formazione e imprenditoria.

 

Uno spazio per dare voce ai giovani

Con Officina Giovani Aree Interne abbiamo voluto creare uno spazio dedicato ai giovani, per dare loro finalmente voce chiamandoli ad esprimere idee in prima persona. Uno spazio che sentissero loro per far valere le proprie aspirazioni e le difficoltà che incontrano nel quotidiano. Troppo spesso sono altri a parlare al posto loro, troppo spesso le loro voci e i loro desideri vengono trascurati. In questo Paese i giovani e il loro diritto al futuro sembrano venir sempre dopo tutto il resto. E questo, nelle aree interne, è ancora più vero. Dove spesso appare mancare tutto, a partire dai servizi essenziali. Molti di quei giovani, intanto, si trovano a dover scegliere: restare o partire, tornare o trasferirsi a vivere in questi territori come nuovi abitanti. Una scelta per cui spesso si ha poco tempo. Una scelta che non può aspettare l’attivazione di progetti, spazi e percorsi dedicati.

Come rileva la recente indagine dell’Associazione Riabitare l’Italia, circa il 67% dei giovani delle aree interne vuole rimanere in questi territori. Le nuove generazioni non si arrendono all’aumento dei divari intergenerazionali e di opportunità che si esplicano anche a livello territoriale, non solo tra Nord e Sud, ma anche tra aree urbane e interne. Alla possibilità di avere un futuro in questi territori “interni”, contrapponendosi al pensiero e alle dinamiche dominanti che vedono come unica possibilità l’emigrazione, ci credono e lavorano affinché si realizzi, partecipando in prima persona alla programmazione e all’attuazione delle politiche pubbliche per renderle più eque ed efficaci.

Ora servono risposte e l’attivazione di strumenti di policy e risorse dedicati alle nuove generazioni.

Officina Giovani Aree Interne si pone l’obiettivo di strutturarsi, costituendo anche un consiglio direttivo fatto di un pool di referenti territoriali per ogni regione e avviando nuove attività che sarà la stessa rete di giovani ad individuare. Allo stesso tempo lavoreremo per diffondere le proposte e per far valere, più in generale, il diritto e la libertà per un futuro in questi territori. Si è creato un patrimonio di relazioni e di idee alla cui base vi è la voglia di cambiare le cose e di farlo insieme, scambiandosi soluzioni, pratiche e dosi di coraggio per non lasciare nessuno indietro.

 

Autore

È dottoranda presso il Gran Sasso Science Institute e referente per il Comitato Tecnico Aree Interne del progetto Officina Giovani Aree Interne.

Related Posts

È necessaria una nuova strategia nazionale sperimentale e rivoluzionaria che sposti verso i paesi...

Uno sguardo lontano dagli stereotipi: dalle azioni precedenti all'attuale politica (distorcente)...

I paesaggi montani - alpini e appenninici - potranno svolgere un’efficace azione di contrasto nei...

Leave a Reply