Milano tra concorsi, cantieri e Scuole Aperte 2.0

DI FEDERICA PATTI

Intervista a Laura Galimberti, assessora comunale all’Istruzione e alla Scuola del Comune di Milano che ha appena concluso la prima fase dei concorsi delle scuole Scialoja e Pizzigoni investendo 26 milioni di euro per la loro riqualificazione

 

Leggi tutti gli articoli dell’inchiesta “Scuole, dall’aula alla città”

 

Il 4 settembre si è conclusa la prima fase del concorso internazionale di progettazione architettonica lanciato dalla città di Milano per la costruzione di due complessi scolastici: le scuole Scialoja e Pizzigoni. Importo opere 26 milioni, una cifra da capogiro per quasi tutti i bilanci delle grandi città italiane. E non è l’unica azione messa in campo dalla città ambrosiana visto che questa estate erano operativi 72 cantieri per un importo opere di 167 milioni, tra le quali spiccano 11 nuove costruzioni tra quelle in fase conclusiva e quelle in cantiere.

“Procedere a una progressiva sostituzione degli edifici – dice l’assessora Galimberti – è economicamente più faticoso ma è ciò che garantisce di avere sicurezza e sostenibilità unita a spazi adeguati per la didattica. E poi continuare a mettere pezze su un patrimonio a fine vita come quello degli anni sessanta e settanta non ha alcun senso”.

 

L’assessora Laura Galimberti è stata direttrice della Struttura di Missione, organo in capo alla presidenza del Consiglio voluto dal Governo Renzi (chiusa nel marzo 2018) e da aprile 2018 ricopre la carica di assessora Educazione e alla Scuola del Comune di Milano e con il suo arrivo le deleghe all’edilizia scolastica sono passate all’assessorato all’istruzione come già avvenuto in passato per altre città come Torino (1970) e Firenze (2009). Dalla struttura di Missione all’ente locale, com’è stato il salto di scala e quale la riflessione sull’azione ai diversi livelli di governo?

Il salto di scala è stato notevole. La Struttura di Missione, come tutti i livelli amministrativi centrali, ha una governancemolto complessa perché deve tenere le fila tra il livello nazionale e le regioni, cercando di indirizzare, programmare e distribuire le risorse in modo efficace – e nello specifico ha avuto il merito di mettere ordine tra le linee di finanziamento prima su più ministeri. Qui, come sai, si è sul fronte e, oltre ai compiti di indirizzo e programmazione, bisogna affrontare una quotidianità, a tratti dura, anche per l’ampiezza delle deleghe e la densità dei temi, alcuni dei quali estremamente delicati.

 

Quali sono state le priorità e quali le prospettive di lungo termine?

La priorità è la messa in sicurezza degli edifici, in particolare per certe tipologie edilizie a rischio sfondellamento o che evidenziano elementi di precarietà strutturali.Abbiamo fatto vari tipi di verifiche ed è capitato, a seguito di un controllo, di chiudere da un giorno all’altro interi plessi scolastici. A dispetto delle difficoltà con le famiglie quando si chiude improvvisamente una scuola ritengo che siano questi i temi da affrontare il più rapidamente possibile. Per quel che riguarda la programmazione è tutto un ricucire tra la parte decentrata e quella centrale per considerare le diverse priorità, ed è su quello che costruiamo i documenti programmatici con i lavori suddivisi per municipio e per scuola con relativi cronoprogrammi.

Una mappa consultabile informa i cittadini su quali sono i lavori in corso, in ogni singolo edificio scolastico, quelli che partiranno in tempi brevi (perché già progettati e inseriti in un Accordo Quadro) e quali saranno i tempi di realizzazione.

 

La mappa fotografa una situazione di gran fermento tra lavori da appaltare, cantieri in corso e inaugurazioni imminenti, quali sono gli strumenti con cui affidate la parte progettuale?

Diverse. L’appalto integrato, ma è un processo che si inceppa spesso perché troppo complicato e rischioso, in altri casi abbiamo affidato alcune parti di progettazione a Metropolitane Milanesi, nostra partecipata con una società di ingegneria in-house. Alcune opere le facciamo, come tutti, a scomputo, altre le seguiamo noi internamente. Nel caso delle scuole Pizzigoni e Scialoja affideremo tramite concorso: abbiamo fatto un percorso partecipato con le scuole per definire le esigenze e il programma che avrebbe guidato le richieste del bando, ma quello che è stato interessante nel gruppo di lavoro trasversale che ha coinvolto l’edilizia scolastica, è il plus che ha dato l’urbanistica, volta sempre a una visione di integrazione con la città anche dal punto di vista fisico di interazione.

 

Nel bando è molto chiara l’esigenza di aprire la scuola al territorio: il concorso coglie le sfide della relazione spazio-educazione e propone un’idea forte sul ruolo della scuola come elemento rigeneratore dello spazio urbano. Una scelta in continuità con un’altra iniziativa della città: Scuole Aperte 2.0.

Scuole Aperte è un progetto che interessa non solo l’hardware con l’obiettivo di fare rete.

Ho anche fatto una newsletter per i presidi e adesso stiamo costruendo una piattaforma web per mettere in comune le informazioni e dare a tutti la possibilità di arricchire l’offerta formativa. Nelle scuole c’è una ricchezza enorme che vorrei contaminasse di più il territorio, così come vorrei che il territorio entrasse molto di più nella scuola. Questo tema coinvolge fortemente l’uso degli spazi scolastici e le diverse competenze amministrative e visto che io vorrei vedere scuole vissute anche in orario extrascolastico, dopo le 18, anche il sabato e la domenica, abbiamo fatto una delibera per delineare le modalità di utilizzo degli spazi da parte di enti terzi e dei vademecum per accogliere le iniziative dei genitori di curare gli spazi della scuola come è avvenuto per il progetto “pitturiamo la scuola”.

 

Insomma un’azione che mette l’amministrazione nella condizione di ricomprendere le iniziative dal “basso” all’interno di un disegno di scuola.

Intanto occorreva mettere ordine nelle procedure perché parallelamente a investimenti importanti nell’edilizia scolastica l’assessorato punta, sul solco di quanto sta avvenendo nelle scuole di tutta Italia, a far vivere gli spazi scolastici da parte di genitori o associazioni. Oggi le scuole, dopo essere passate dai consigli di istituto, segnalano ai municipi gli spazi che in orario extrascolastico possono essere utilizzati, e di lì, tenendo conto delle specificità di contesto, partono le possibilità di assegnazione. L’idea di scuole aperte è quella di avere una rete collaborante e se, attraverso la piattaforma, ho una mappatura delle attività, so dove intervenire,perché riesco a individuare le situazioni di fragilità che hanno bisogno di essere supportate. La mappa mi serve per compensare la disuguaglianza territoriale, non per controllare.

 

Anche io avevo sentito l’esigenza di “mettere ordine” nei processi. Infatti durante il mio mandato abbiamo avviato e concluso una ricerca Scuola-Cultura-Territorio per mappare le attività nelle scuole, utile a riconfigurare l’offerta formativa della città, ma anche per avere una base di riflessione proprio sull’uso degli ambienti scolastici e rimettere al centro il progetto degli spazi come strumento in grado di tenere insieme tutte le “informazioni”, ma oggi manca un luogo di sintesi, una cabina di regia in cui questo ragionamento può essere portato…

Concordo pienamente, e per affrontare questo tema abbiamo iniziato con il fare un protocollo di intesa con l’Ufficio scolastico territoriale, e relativo tavolo tecnico-operativo, proprio per coordinarci su Scuole Aperte 2.0. Abbiamo iniziato una mappatura dei progetti che si fanno nelle scuole a partire da quelli che finanziamo noi, quelli in cui siamo partner, quelli delle associazioni, guardiamo cosa è stato caricato su Scuole in Chiaro e poi ci sarà la fase B, quella in cui chiederemo direttamente alle scuole. L’intento di questo lavoro è quello di rinnovare la centralità degli edifici scolastici, la scuola è il futuro della nostra città per questo, nel pieno rispetto delle Autonomie scolastiche, abbiamo voluto dar vita a questo ambizioso progetto, che richiede la collaborazione di tutti gli attori che vivono quotidianamente le scuole per farle diventare centro di aggregazione per il quartiere, una struttura al servizio della cittadinanza.

 

 

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Autore

Architetto e Dottore di ricerca in storia dell’Architettura e dell’Urbanistica si laurea a Torino dopo periodi di studio a Oxford e Mosca.
Libera professionista, ricercatrice, insegnante, project manager di eventi culturali, è assistant director del Centro di Architettura Contemporanea di Mosca (2003-2004) e collabora con il Giornale dell’Architettura fin dalla sua nascita (2003) e pubblica articoli e saggi su riviste e libri italiani e stranieri; nel 2015 è coloumnist di Exponet.
Co-fondatrice dello studio Coex, il quale nel 2003 ottiene la Menzione d’onore al Concorso internazionale Europan 7 e nel 2004 è selezionat0 per la 9.Biennale di Venezia. Dal 2009 svolge attività didattica al Politecnico di Torino e nel 2012 inizia a insegnare nella scuola secondaria di I grado.
Dal 2008 al 2014 è rappresentante dei genitori negli organi collegiali dei servizi educativi della città e nello stesso anno è presidente del Coordinamento Genitori di Torino.
Dal 2016 al gennaio 2019 è Assessora all’Istruzione e all’Edilizia scolastica della città di Torino.

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