Le case e la città ai tempi del Coronavirus

Le case e la città ai tempi del Coronavirus

DI MAURO BERTA E DAVIDE ROLFO

Come garantire il rispetto delle prescrizioni sanitarie in un Paese che sulla qualità delle spiagge ha costruito una parte importante del proprio richiamo turistico?

DI MAURIZIO CARTA

Occorre progettare città policentriche e resilienti, con un più adeguato metabolismo circolare di tutte le funzioni, con una maggiore vicinanza delle persone ai luoghi della produzione e ai servizi

DI GIOVANNI SEMI

Scenari immobiliari e sistemi valoriali dell’ambito domestico visti da un sociologo “sul pezzo”

DI ANTONIO DE ROSSI E LAURA MASCINO

Occorre spazializzare e territorializzare le politiche in base alle specificità dei contesti, superando la logica oppositiva rispetto alle città

DI MARGHERITA MANFRA

Secondo il collettivo orizzontale, se il distanziamento richiede di aumentare lo spazio intorno a noi, dovremo espandere i confini degli ambiti collettivi, per costruire una città che possa accogliere tutti, in sicurezza e senza discriminazioni

DI SILVIA BODEI

I piani governativi per l’igiene e per ridurre la densità abitativa attraverso un programma di ricollocazione negli insediamenti informali. Ma le disuguaglianze sociali crescono

DI GUYA BERTELLI

Elementi per ripensare la dimensione residenziale urbana e per impostare adeguate politiche dell’abitare

DI MASSIMO ALVISI

La città felice e il ruolo dell’architetto nel rinnovare il senso di comunità

DI CARMEN ANDRIANI

Occorre rapidamente adattarsi, mettendo a prova la resilienza dei contesti e dei comportamenti, discutendo di nuovi modelli abitativi e di organizzazione del territorio

DI CRISTINA BIANCHETTI, CAMILLO BOANO E ANTONIO DI CAMPLI

Oggi la questione urbana pone 3 temi: la connotazione etica del legame tra corpo e spazio, il ripensamento del locale fuori dalle scorciatoie conservatrici e la necessità di nuove infrastrutture di cura

Ogni “dopo” della città epidemica è segnato dall’immaginazione, dote oggi assai poco diffusa. Ognuno immaginerà una città propria e diversa, costruita sulle memorie e sull’esperienza personali

I presupposti che sottendono la proposta di legge formulata dal Consiglio nazionale degli architetti e qui presentata

Il segretario generale di IN/Arch lancia una proposta per la ripartenza, attraverso un piano che affronti la diseguaglianza sociale e il disagio abitativo

DI FRANCO ZAGARI

Una risorsa chiave anche nelle risposte del post-pandemia, i cui valori devono essere posti al centro del dibattito sulla trasformazione di città e territori

Di fronte ai possibili scenari “privatistici” post pandemia, la difesa degli spazi pubblici sarà l’espressione di un vincolo comune dotato di senso, la conferma del patto sociale, della volontà di stare insieme nei luoghi che rappresentano l’identità di una città

La relazione con lo spazio fisico pubblico della scuola non può essere congelata a un pensiero successivo, o liquidata esclusivamente con prescrizioni tecnico-sanitarie

Le prospettive della riapertura, tra numeri contingentati, precariato lavorativo e spinte alla digitalizzazione

Si spera che il tema degli affacci diventi finalmente oggetto di riflessione, anche perché situazioni come questa potrebbero purtroppo riproporsi in futuro

La dimensione domestica, i nostri meccanismi neurali e il “bisogno di paesaggio” (urbano e non)

Potrà questo periodo di emergenza, che forzatamente ci fa occupare ed usare lo spazio in una maniera diversa, consentirci di capire quanto sia importante vivere in uno spazio ben organizzato e ben formalizzato?

Chi vive in situazioni di privilegio ha eretto invisibili confini all’interno della città e può essere narcisisticamente resiliente. Gli architetti dovrebbero invece passare alla resistenza e acquisire nuovi strumenti per reagire

Inconsapevoli vestali di una città che non ci appartiene, viviamo in spazi domestici che hanno mutato il loro senso e che condividiamo per necessità

Il nostro patrimonio ha necessità di essere scoperto, non solo visitato virtualmente. Ma le limitazioni imposte cambiano lo scenario

Si presenta l’occasione per riflettere sulle attuali forme di urbanizzazione e sulle tradizionali opposizioni concentrazione-prossimità e distanziamento-individualismo

Uno sguardo leggero e ironico sulla quotidianità dei professionisti italiani, in una fase difficile e di cambi epocali

Il Covid-19 ha (forse) riabilitato l’umanità del designer, (sicuramente) ridimensionandone l’autocelebrazione: i cinque fattori riemersi nell’emergenza

Una riflessione sulla diffusione del contagio e sull’industrializzazione dell’offerta curativa, che chiama in causa le tipologie edilizie

UNIVERSITÀ

Riflessioni, non troppo ottimistiche, sui mutamenti della didattica universitaria

Il rettore del Politecnico di Milano spiega come la crisi migliorerà didattica e ricerca

La replica del fondatore del Giornale al rettore del Politecnico di Milano: senza una profonda autocritica, la risposta digitale alla crisi pandemica servirà solo a tenere in piedi un paradosso

DI GABRIELE PASQUI

Solo se cerchiamo di capire non “cosa sanno”, ma “come pensano” i nostri studenti, potremo ambire in modo non velleitario a una nuova idea di formazione che si faccia carico dei processi di riproduzione dei saperi che caratterizzano la nostra contemporaneità

DI FRANCESCA TOSI

Si tratta di opportunità che, già oggi in parte sperimentate e da ampliarsi in futuro, saranno strategiche per l’insegnamento del progetto nell’università

INTERVISTE

INTERVISTA DI MICHELE RODA

Emergenza vs diseguaglianze e conflittualità, relazioni personali vs digitali, globalismo vs profitto: intervista con Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte costituzionale, già ministro della Giustizia

DOCUMENTI

Il documento presentato dall’Istituto Nazionale di Urbanistica all’attenzione degli addetti ai lavori e dei decisori politici

Un documento per ribadire la centralità del progetto: dallo spazio domestico a una visione territoriale capace di contrastare gli squilibri geografici e le diseguaglianze sociali

LETTERE AL GIORNALE

La definizione di un’agenda locale riguarda la ricostruzione delle convenzioni della nostra coabitazione futura, tenendo strettamente legate la dimensione sociale e quella tecnica

DI LUCIA KRASOVEC-LUCAS

Siamo parte dell’intelligenza della natura, elemento di conciliazione tra l’uomo e il suo habitat

Rivediamo i nostri paradigmi urbanistici imparando dagli alberi, che in una foresta si comportano come elementi di uno stesso organismo

Può, questa, essere l’opportunità per architetti e designer, per approfondire concetti basici di luogo e spazio?

Occorre passare dall’analisi su base amministrativa a quella relativa alle caratteristiche delle infrastrutture di connessione territoriale e al grado di permeabilità delle aree interessate

È inutile fondare un ragionamento di qualità (sulla casa, la città, il paesaggio del futuro) prendendo per buone le novità di questi giorni, come se fossero il frutto delle nostre scelte e non la resa alle logiche naturali di un virus

LETTURE

DI ALESSANDRO COLOMBO

Itinerari di lettura attraverso gli slittamenti di senso e d’uso dei luoghi contemporanei

PORTFOLIO

DI GIANLUCA RIZZELLO

Cartoline dai cortili condominiali di Bologna durante la quarantena

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