La Cina post Covid-19: un nuovo “New Deal”

 

Il rallentamento della crescita e la preoccupazione di perdere il ruolo egemonico a livello globale stanno portando ingenti azioni per il rilancio dell’economia incentrate sul mondo delle costruzioni. La progettazione urbana e architettonica potranno svolgere un ruolo importante

 

 

La Biennale di Urbanistica e Architettura di Shenzhen-Hong Kong 2019 “Eyes of the City” (allestita negli spazi della nuova stazione dell’alta velocità di Futian, normalmente trafficatissima, ma da settimane deserta a causa dell’emergenza Covid-19), si è conclusa lo scorso 18 aprile con una cerimonia online, che ha ospitato il forum internazionale dal tema “Pandemics and The City”. L’evento è stato un’occasione importante per discutere di come la crisi sanitaria possa offrire elementi di opportunità per riconfigurare modalità e strategie della progettazione architettonica e urbana. È emerso, ad esempio, come la forma fisica della città cinese, basata su recinti chiusi/danwei/compound, sia stata più adatta al controllo del virus rispetto alla città europea più aperta.

Dopo quattro mesi, da quando il 23 gennaio l’intera città di Wuhan è stata messa in quarantena, in Cina l’emergenza sanitaria sta progressivamente rientrando, mentre il governo sta già mettendo in campo un “new deal” di politiche per il rilancio dell’economia nazionale, partendo proprio dall’industria delle costruzioni. Alcuni indicatori, infatti, prospettano un rallentamento dell’economia cinese nel primo trimestre che potrebbe compromettere gli obiettivi di crescita fissati per il 2020. Il governo punta allora ad accelerare la costruzione di nuove grandi infrastrutture, come le reti 5G, data centres e linee ferroviarie ad alta velocità, per fronteggiare l’impatto economico “senza precedenti” causato dall’epidemia di coronavirus.

Nonostante la riapertura dell’industria il 10 febbraio (dappertutto tranne che a Wuhan), molte attività hanno continuato a lavorare a distanza fino al 15 marzo. Così mentre la maggior parte dei progettisti lavora da casa, il Ministero per la Gestione delle Emergenze invia in ogni cantiere una serie di indicazioni per la protezione delle aree di lavoro, piani di emergenza, poster e video formativi.

Con l’emanazione delle nuove linee guida del 19 febbraio, il Ministero dell’Edilizia e dello Sviluppo ha incaricato le associazioni dei diversi settori di effettuare verifiche e rilasciare le licenze necessarie alle riaperture, oltre a comunicare tempestivamente agli uffici competenti le reali necessità delle imprese, cooperando in questo modo al coordinamento e al supporto delle attività (in termini di trasporto dei materiali, accesso all’energia, riduzione dei costi di adesione alle associazioni di categoria, ecc.).

Di conseguenza, la China Building and Decoration Association (CDA) il 23 marzo ha pubblicato una serie di direttive in cui sono elencati specifici requisiti per le imprese del settore, oltre ad una guida dettagliata per i cantieri edili.

 

Le azioni di associazioni di categoria, municipalità e province

Le associazioni (o “ordini”) a livello locale si sono mosse introducendo servizi specifici nei diversi contesti. L’associazione del settore edilizio della provincia del Guangdong, ad esempio, assiste i propri membri con certificati di credito e di rating per facilitare l’ottenimento di supporti finanziari. Allo stesso tempo, i diversi uffici locali per l’edilizia e lo sviluppo rilasciano gradualmente ordinanze specifiche in base alla situazione locale.

Per contrastare gli aumenti viziosi del costo dei materiali da costruzione, la municipalità di Pechino ha richiesto alle imprese l’utilizzo di una piattaforma digitale per il servizio di gestione dei materiali edili con l’obiettivo di rafforzare il monitoraggio delle fluttuazioni dei prezzi e indagare in modo tempestivo il loro incremento.

Altre città, come Zhengzhou, hanno incluso il costo della prevenzione dell’epidemia tra gli elementi di “forza maggiore” nei costi di progetto, prevedendo una ragionevole estensione del periodo contrattuale.

La provincia del Guangdong ha inoltre stabilito che dal 23 gennaio i cantieri operativi durante il periodo di quarantena possano elencare separatamente i costi per la prevenzione e il controllo dell’epidemia, a cui corrisponde l’attribuzione di un contributo speciale pari a 40 yuan (circa 5 euro) ad ogni lavoratore al giorno.

 

Le azioni del governo

Insieme alle politiche di riduzione dei contributi sociali a carico delle piccole e medie imprese di ogni settore (assicurazione pensionistica di base, assicurazione contro la disoccupazione, assicurazione contro gli infortuni sul lavoro), il governo punta soprattutto sull’industria delle costruzioni per offrire più posti di lavoro, controbilanciando così quelli persi durante l’emergenza sanitaria.

In particolare, il 16 aprile il Ministero dell’Edilizia e dello Sviluppo ha annunciato una serie di programmi per la trasformazione di 39.000 vecchi quartieri urbani nelle diverse città cinesi entro il 2020, coinvolgendo quasi 7 milioni di residenti, il doppio rispetto al 2019. Oltre al forte investimento in programmi di rinnovamento urbano, a fine aprile sono state progressivamente introdotte dal governo una serie di politiche, incentrate sul sostegno finanziario alle imprese edili, sulla posticipazione del pagamento dei terreni acquistati e sulla riduzione del periodo di prevendita degli spazi commerciali.

 

Il mondo degli architetti e il dibattito architettonico

Di fronte alle complesse sfide poste dalla crisi sanitaria, anche il dibattito architettonico riflette sul miglioramento della progettazione degli ospedali, l’introduzione di nuove tipologie e morfologie spaziali, lo sviluppo di nuove strutture prefabbricate e facilmente assemblabili, o ancora sulle poco studiate pratiche di smaltimento dei rifiuti urbani.

Nonostante l’ampio uso di innovativi dispositivi tecnologici (self-driving taxi, robot intelligenti, sistemi di imaging termico 5G) durante l’emergenza Covid-19. La Cina è consapevole di essere di fronte ad una sfida senza precedenti a livello globale.

La volontà di recuperare il proprio soft power e la minaccia di una potenziale globalizzazione de-cinesizzata hanno stimolato un ulteriore sforzo di innovazione politico-sociale, in cui la progettazione urbana e architettonica può svolgere un ruolo significativo.

 

 

Per dare un quadro più preciso della situazione, abbiamo posto alcune domande a Zhang Zhiyang (Ingame Office) e Doreen Heng Liu (Node Architecture and Urbanism), due realtà progettuali con sede a Shenzhen molto attive nel panorama locale e internazionale. La nostra inchiesta si è arricchita anche dell’intervento di Zhang Yuxing, presidente del comitato accademico e co-fondatore della Bi-City Biennale di Urbanistica e Architettura di Shenzhen-Hong Kong, ambientata nella città con il più alto tasso di crescita economica e urbana mai registrato.

LEGGI LE INTERVISTE

 

Autore

Lu Xian

Nata a Shenzhen (Cina), consegue la Laurea Specialistica in Architettura presso l’università di Ferrara e dal 2020 collabora con il gruppo di ricerca China Room del Politecnico di Torino. Dal 2016 è responsabile all’Internazionalizzazione dell’Associazione dei Designers and Decorators di Guangdong. È assistant curator nel team curatoriale “Eye of the City” alla Bi-city Biennale di Urbanistica e Architettura di Shenzhen-Hong Kong 2019.

 

Maria Paola Repellino

Nata ad Alba nel 1987, si forma presso l’Ecole Polytechnique Fédérale di Losanna e il Politecnico di Torino, dove si laurea in Architettura nel 2012 e poi consegue il Dottorato di ricerca con una tesi sulle dinamiche di trasformazione del patrimonio industriale in luoghi creativi nella Cina contemporanea. Dal 2016 è ricercatrice post-doc al Politecnico di Torino, dove coordina una ricerca in collaborazione con Tsinghua University e EPFL dedicata alle new towns cinesi: all’interno del programma ha curato la mostra-seminario alla Beijing Design Week 2016 e il ciclo di conferenze sulla nuova urbanizzazione cinese lungo la nuova Via della Seta, presentate al MAO - Museo di Arte Orientale di Torino. È membro di una ricerca coordinata dal Politecnico di Torino, partner di un consorzio sino-europeo, incentrata sul tema dell’urbanizzazione cinese, supportata dal programma EU Horizon 2020.

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