Germania, ognuno per sé e il Bund per tutti

 

Con un lockdown nazionale mai dichiarato, il governo centrale ha varato un piano di aiuti da 50 miliardi per artisti, professionisti freelance, autonomi e piccole imprese. Per gli architetti sono stati varati programmi ad hoc

 

La Germania ha iniziato a varare la sua “Fase due” del piano di emergenza nazionale per contrastare l’epidemia di Coronavirus. Tuttavia, alcune differenze operative fra i 16 Länder confederati, più o meno interessati dal contagio in tempi diversi, sono sostanziali. Di tali differenze si dovrebbe tenere conto qualora si volesse provare a dare una lettura d’insieme delle condizioni di salute dell’economia tedesca, nello specifico del settore edile e della categoria degli architetti liberi professionisti.

Tardando parecchio ad arrivare uno statement da parte del governo centrale (la cancelliera Angela Merkel ha parlato alla nazione solo il 17 marzo), i governatori dei Länder più minacciati dal Coronavirus (e più prossimi all’Italia: Baviera, Baden-Württemberg e Nordrhein-Westfalen) si sono trovati costretti a decidere ed agire motu proprio, per poi trovare un allineamento con altre realtà più autarchiche (come la Sassonia e la Turingia) e decisamente più caotiche (Berlino in primis), quando la situazione europea sembrava oramai sfuggita di mano.

Certamente il modello italiano e poi quello adottato dalla cugina Austria per il contenimento del contagio sono stati preziosi, ma in Germania non è stato di fatto mai dichiarato il lockdown nazionale con l’obbligo di stare a casa per tutti i cittadini. Il mondo del lavoro (con alcune ovvie eccezioni) non si è quindi mai fermato, organizzandosi da subito in soluzioni di home-office e di produzione a regime ridotto di dipendenti e/o orari di apertura/chiusura delle attività.

 

Un pacchetto di 50 miliardi per artisti, freelance, autonomi e piccole imprese

Per correre in aiuto del mondo della cultura e dell’arte, costretto, lui sì, da chiusure e rinvii al blocco di ogni tipo di attività, il Bund ha varato da subito un mastodontico piano di aiuti finanziari destinati principalmente ad artisti, professionisti freelance, autonomi e piccole imprese: un pacchetto di 50 miliardi (più 10 eventuali per il futuro) disponibili sotto forma di sovvenzioni/prestiti, ottenibili anzitutto per un periodo di 6 mesi da chiunque nella categoria ne faccia richiesta. Alcuni Länder si sono poi premurati di aggiungere altre misure di aiuto alla liquidità, erogando nuovi crediti, ottenendo ingenti finanziamenti da parte di privati anche sotto forma di donazioni o per raccolte fondi d’iniziativa popolare.

Anche per gli architetti (nei documenti ufficiali sono “le pianificatrici e i pianificatori”) si è pensato a un piano di aiuti, stavolta erogato e organizzato direttamente dal Ministero dell’Economia e dell’Energia su modello di quello sottoscritto dal Ministro alla Cultura Monika Grütters. Considerando le debite differenze economiche fra i Länder, l’obbligo di lavorare in regime di home-office parziale solo per gli studi di architettura più grandi e la mai avvenuta reale chiusura dei cantieri, è utile descrivere i provvedimenti presi a livello nazionale con un piccolo approfondimento per la realtà di Berlino, quella con il più alto numero di studi di dimensioni medio-piccole e dove il rischio di gravi perdite economiche sembrava più plausibile che altrove.

 

Bundesarchitektenkammer: guida online, inchieste e guide

Il giorno dopo l’annuncio del (parziale) lockdown nazionale (risalente al 17 marzo con la chiusura degli spazi culturali, delle scuole, di negozi, bar e ristoranti), la Bundesarchitektenkammer (Camera federale degli architetti tedeschi) ha messo a disposizione dei professionisti una guida online di criteri e norme “per piccoli e grandi studi di architettura in tempi di Coronavirus. La pandemia in corso – ha dichiarato subito il presidente dell’Ordine nazionale – “minaccia la sopravvivenza economica di molte piccole realtà (…) per questo la crisi è una grande sfida da affrontare tutti insieme”. Come conseguenza, l’organo centrale e le singole camere confederate hanno deciso di operare in assoluta comunione.

Mentre “DAB”, la rivista dell’Ordine nazionale, pubblicava un’inchiesta in più parti con interviste, suggerimenti, strategie e soluzioni per affrontare la crisi messe in atto e/o pensate dai più grandi studi di architettura tedeschi, il sito dell’organizzazione postava di volta in volta le ultime delibere del Governo in merito agli aiuti finanziari per tutti i professionisti del settore, dichiarate in atto una volta per tutte dalla Gazzetta Ufficiale del 27 marzo 2020. Il pacchetto di aiuti è dunque valido per tutti i Länder, per quanto rimanga di pertinenza di ciascuno di essi e delle sue singole amministrazioni declinarli su scala locale, occupandosi cioè di fornire ai diretti interessati la dovuta assistenza per tutte le informazioni pertinenti al tema, quindi la guida ai servizi di supporto, i nomi di banche e altri istituti scelti per la distribuzione di crediti e prestiti a tasso agevolato.

 

Uno strumento ad hoc per gli architetti: i programmi speciali KfW

Il nuovo strumento che regolamenta e garantisce l’erogazione dei crediti per architetti e altri liberi professionisti è stato predisposto ad hoc. Sono i “programmi speciali KfW” (Kreditanstalt für Wiederaufbau = ente creditizio per la ricostruzione), talvolta affiancati da altri aiuti di emergenza fuori dal WSF (Wirtschaftsstabilisierungsfonds = fondo di stabilizzazione economica dell’ammontare di 600 miliardi per il rafforzamento della base di capitale delle grandi società), ma sempre di competenza del governo centrale. Grazie ad esso, i singoli lavoratori autonomi/architetti liberi professionisti e le piccole imprese/piccoli studi di architettura fino a 5 dipendenti a tempo pieno possono chiedere fino a un massimo di 9.000 euro di credito liquido una tantum per tre mesi, 15.000 euro di pagamento una tantum per tre mesi è invece il massimo ottenibile dagli studi con 6-10 dipendenti a tempo pieno. I prestiti vengono messi anzitutto a disposizione delle realtà più giovani, a patto che non abbiano già altre pendenze in negativo ereditate dal periodo anteriore alla crisi.

 

Berlino

Qui è il Senato a preoccuparsi di supportare i liberi professionisti del mondo dell’architettura. Su modello del piano di aiuti proposto da Klaus Lederer, senatore alla cultura, il piano di emergenza prevede lo stanziamento di aiuti per un ammontare complessivo di 100 milioni per l’anno in corso (eventualmente da rifinanziare qualora la crisi dovesse perdurare) e per quanti ne facciano richiesta e ne abbiano diritto. Questi sono i singoli lavoratori autonomi privi dei fondi necessari a pagare l’affitto e tutte le spese relative all’attività professionale e le piccole realtà (fino ai 10 dipendenti) che non possono permettersi di garantire nei propri locali le norme d’igiene e distanza sociale come stabilite dal Robert Koch Institute (l’istituzione centrale del governo federale nel campo del monitoraggio e della prevenzione delle malattie). L’Investitionsbank Berlin (IBB) ha messo a disposizione dei richiedenti della categoria un alto numero di offerte speciali e possibilità di credito e l’Ordine degli Architetti – Architektenkammer Berlin offre consulenze supplementari gratuite ai suoi membri con seminari e corsi di aggiornamento per il periodo di possibile lockdown finanziario.

 

Autore

Nata ad Alghero e laureata a Venezia con una tesi in Petrografia antica, ha sempre affiancato agli aspetti più tecnici della professione la passione per le humanae litterae, prediligendo la ricerca storica e delle fonti e specializzandosi in interventi di conservazione di monumenti antichi e infine storia dell'architettura. Risiede da alcuni anni a Berlino, dove si è ulteriormente specializzata in bioarchitettura e temi della sostenibilità, ed esegue attività di ricerca storica in ambito artistico-architettonico. Lavora come autrice di testi, documentari e feature per le più importanti emittenti radiofoniche tedesche e scrive per alcune riviste di architettura e arte italiane e straniere

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