Dall’aula alla città

A un anno di distanza dalla prima inchiesta, torniamo a parlare di una delle più significative infrastrutture pubbliche del nostro territorio, che intercetta tematiche sociali, pedagogiche ed etiche ma anche urbane dell’età contemporanea: la scuola.

Iniziamo con tre città: Torino, dove oggi s’inaugurano le due scuole protagoniste del progetto “Torino fa Scuola”, Milano, che ha lanciato un concorso internazionale per la sostituzione di due edifici scolastici, e Firenze, che ha messo al centro del Piano Periferie proprio la scuola.

Parlare di scuola oggi è importante perché i luoghi dell’istruzione pubblica e il loro progetto costituiscono un asse strategico per la città contemporanea: sono spazi di apprendimento e di cittadinanza e rappresentano un’occasione imperdibile di rigenerazione urbana.

Alle diverse scale, lo spazio della scuola deve tenere conto di numerose sfide: accessibilità, inclusione sociale, cambiamenti demografici, tutti aspetti che devono confrontarsi con un patrimonio vasto e spesso obsoleto in cui stato e tipologia delle strutture presentano condizioni di sicurezza e di manutenzione che richiedono interventi urgenti.

Corpi edilizi e spazi aperti restituiscono un atlante variegato di luoghi, costruiti in differenti stagioni dove il rapporto tra spazio e apprendimento ha assunto caratteri differenti e il cui ripensamento oggi può contribuire a veicolare rinnovate culture e pratiche progettuali.

Si tratta di un’infrastruttura dal forte valore strategico, per la riqualificazione del territorio e rappresenta una prima occasione per rimettere la scuola al centro dell’agenda politica attraverso una riflessione pubblica, seria e positiva, utile a costruire una visione che tenga conto della dimensione architettonica e territoriale di un patrimonio pubblico, fondamentale per la città e la società contemporanea.

A cura di Federica Patti

Qualità architettonica, didattica innovativa, rapporto tra spazio e apprendimento: ecco alcuni nodi per il rilancio di un’infrastruttura nell’ambito di una nuova visione strategica della città

Sono realtà i due concorsi pilota promossi nel 2016 da Fondazione Agnelli e Compagnia di San Paolo per la riqualificazione delle scuole medie Giovanni Pascoli e Enrico Fermi

Il j’accuse di Alessandro Cimenti, presidente della Fondazione per l’Architettura di Torino: i concorsi di progettazione in due fasi sono la migliore garanzia di qualità anche per gli affidamenti delle scuole. Ma le pubbliche amministrazioni preferiscono optare per procedure e formule diverse nell’80% dei casi

Tra pianificazione, uso allargato degli spazi, accessibilità delle strutture e necessità di ripensare alle relazioni tra scuola e città, lo stato dell’arte e le esperienze più significative tratteggiano un panorama di progetti pilota a cui affiancare un insieme più leggero di azioni partecipate.

Intervista a Laura Galimberti, assessora comunale all’Istruzione e alla Scuola del Comune di Milano che ha appena concluso la prima fase dei concorsi delle scuole Scialoja e Pizzigoni investendo 26 milioni di euro per la loro riqualificazione.

Cristina Giachi è vicesindaca e presidente della Commissione Istruzione dell’ANCI. Con lei abbiamo parlato del bando per la riqualificazione urbana e sicurezza della Presidenza del Consiglio dei Ministri che a Firenze ha candidato 46 progetti legati da un file rouge molto “urbano”: l’equivalenza “scuola che funziona = quartiere che funziona”.

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