Cultura: anche fuori dai palazzi buoni

 

Tra i motori della rigenerazione urbana, un’offerta ampia e diversificata, estesa oltre i siti imperdibili

 

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Nell’immaginario collettivo, Milano viene raccontata spesso come la città della moda e del design, per la concentrazione di attività produttive e commerciali in queste filiere e per la presenza di numerosi eventi di settore. Più recentemente, le importanti trasformazioni urbanistiche che hanno interessato diversi quartieri della città e l’edificazione di nuovi edifici progettati da studi di architettura di fama internazionale hanno portato a definire Milano anche come città dell’architettura. Da alcuni anni è entrata a far parte di diritto di quelle reti di città che fanno della cultura un elemento distintivo della propria identità e della propria economia.

L’impianto culturale di una città è composto da una grande varietà di attori e luoghi che vanno a comporre l’offerta: musei, biblioteche, teatri, archivi, fondazioni, cinema, librerie, enti (che svolgono attività per la formazione in ambito artistico, culturale e creativo), hub d’innovazione culturale, ecc., che definiscono la rete “formativa” di una città. A tutto ciò, Milano ha aggiunto una successione ininterrotta di “settimane tematiche” – le week – che hanno contribuito ad ampliare ulteriormente l’offerta.

Si tratta di un sistema complesso che ha bisogno di essere gestito e comunicato nel giusto modo. Anche per questo motivo il Comune ha dato il via alla definizione dei distretti museali. La città vede la presenza di quasi cento luoghi espositivi, dei quali oltre venti sono musei civici. Un sistema che si è sviluppato storicamente in stretta connessione con quattro “poli territoriali” significativi: il parco Sempione con i musei limitrofi quali Castello Sforzesco, Triennale, Acquario, Museo archeologico e altre istituzioni culturali; piazza Duomo con Palazzo Reale, Museo del Novecento, Gallerie d’Italia, Museo Poldi Pezzoli; i Giardini pubblici di Porta Venezia con GAM, Museo di storia naturale, PAC, Palazzo Dugnani; l’area dell’ex fabbrica Ansaldo con MUDEC, il futuro Museo del teatro di figura, BASE. Un modo quindi per rileggere il rapporto tra i musei e la città, partendo dalla relazione con il territorio e per far diventare i quartieri un sistema articolato di servizi per i cittadini.

 

Innovazione culturale

Da qualche anno, la locuzione è entrata nel linguaggio della rigenerazione urbana e, in generale, all’interno delle dinamiche di trasformazione. La strada è ancora lunga, e sicuramente la pandemia in corso che ci ha confinati nel privato delle nostre case, che ha visto e vede chiusi teatri, cinema e musei, festival culturali, fiere, convegni, annullando così lo “spazio dell’incontro” e del confronto, ha acceso i riflettori sul “mondo on line”. Nuove modalità d’interazione, visione ed esperienza, a cui però non ancora tutte le realtà culturali sono pronte.

L’innovazione culturale sembra emergere come una strategia che sta contribuendo a definire una nuova identità urbana, trasformandola in un interessante laboratorio di fenomeni e pratiche su scala territoriale. Si è modificato il concetto di condivisione e di partecipazione e si assiste a una crescita di spazi multifunzionali, centri culturali, incubatori, coworking, caffè, gallerie, sale prova e per il teatro (il fablab WeMake, il centro indipendente per le arti e la cultura; Macao, il creative hub Base Milano, il Centro di produzione artistica “Mare culturale urbano”, l’Associazione per la promozione delle ricerche artistiche O’, solo per citarne alcuni) in cui i confini tra un’attività e l’altra si sono fatti sempre meno definiti. Questi fenomeni si sono attuati spesso grazie a partnership pubblico-private che hanno dato vita a una produzione molto spesso co-progettata. Così come rilevanti sono stati le attività di associazioni come Museimpresa (Associazione Italiana Archivi e Musei d’Impresa, fondata a Milano nel 2001 e che riunisce musei e archivi di grandi, medie e piccole imprese italiane) e MuseoCity (associazione senza scopo di lucro che opera per la promozione del patrimonio museale milanese).

 

Street Art!

Il rapporto tra cultura e spazi urbani si è radicalmente modificato. Sono state ad esempio approvate le linee d’indirizzo per la promozione della Street Art nella città, e tra i progetti più interessanti troviamo i Murales nel quartiere dell’Ortica, già diventati meta turistica (immagine di copertina; fonte: milanosguardinediti.com). La Street Art è ormai riconosciuta come una leva efficace di rigenerazione di spazi pubblici e quartieri periferici. Nell’aprile del 2020 è nato, nell’ambito della Direzione Cultura, l’Ufficio “Arte negli spazi pubblici”, con la volontà di trasformare le infrastrutture di connessione della città, e quindi anche il patrimonio abitativo, in elementi di ricucitura urbana, culturale e sociale.

 

Sotto il sipario

Lo spazio della città è caratterizzato da una varietà di esperienze ed espressioni teatrali. Il teatro per eccellenza, che identifica Milano a livello internazionale, è ovviamente la Scala. A quasi quindici anni di distanza dall’ampliamento, il teatro allarga ancora i suoi spazi, sempre a firma di Mario Botta. La nuova addizione avverrà lungo via Verdi, una strada laterale al teatro del Piermarini. Per lo sbalzo previsto, la nuova torre ricorda la Torre Velasca e il linguaggio è quello consueto dell’architetto ticinese: geometrie precise, alternanza di pieni e vuoti, cura del rivestimento. Nel complesso, saranno sei i piani sotterranei e undici quelli fuori terra: quelli interrati verranno perlopiù occupati dalla sala prove per l’orchestra. All’ultimo piano dell’edificio troveranno ospitalità anche i nuovi spazi per l’Archivio storico documentale, mentre il palcoscenico diverrà ancor più profondo raggiungendo i 70 metri.

Ancora aperto invece il cantiere infinito del restauro del teatro lirico Litta, che si prende altri mesi a seguito del lockdown. Lavori ufficialmente iniziati nel 2016, ma si sono poi susseguite cinque varianti tecniche e una serie di problemi e contrattempi, dall’amianto alle normative sismiche da rivedere, fino al ritrovamento di reperti importanti. Varianti che hanno fatto slittare la chiusura del cantiere e lievitare le spese.

 

Archeologia verde

Proseguono invece a buon ritmo i lavori del Parco Amphitheatrum naturae (PAN), il più vasto parco archeologico della Lombardia situato nel cuore della città, tra via Arena e via Conca del Naviglio. L’anfiteatro romano è stato costruito nel I secolo d.C. appena fuori dalle antiche mura urbiche per ospitare spettacoli. Oggi l’area, di proprietà comunale, è stata concessa in comodato d’uso alla Soprintendenza archeologica delle belle arti e del paesaggio. Il progetto prevede la ricostruzione di un anfiteatro vegetale attraverso 105 alberi e 1.700 siepi, chiamati a circondare i resti romani. L’area del nuovo parco vedrà ampliata la sua superficie dagli attuali 12.500 a 22.400 mq, sarà connessa al parco delle Basiliche, e s’inserirà in un più vasto progetto che comprenderà tutte le zone archeologiche vicine.

 

Nonsolomusei: design, etruschi, fotografia, digitale, labirinti, archivi

Tra i musei, è in procinto d’inaugurare l’ADI Design Museum. La sede si trova a Porta Volta, negli opifici restaurati che hanno ospitato nel Novecento prima un deposito dei tram milanesi e poi un grande impianto di distribuzione elettrica dell’Enel. Avrà una superficie espositiva di 2.400 mq, cui se ne aggiungono 600 destinati ai servizi. Insieme a mostre a tema, il pubblico troverà gli oggetti premiati con il Compasso d’oro che dal 1954 ADI raccoglie.

Nel 2021 è invece prevista l’inaugurazione del Museo Etrusco di Milano nello storico Palazzo Bocconi-Rizzoli-Carraro, che ospiterà la collezione di reperti acquistata dalla famiglia Rovati su progetto di Mario Cucinella Architects. Mentre il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini ha recentemente annunciato che il Museo nazionale della fotografia sorgerà presto negli spazi della Triennale, a partire dagli archivi del MUFOCO (Museo di fotografia contemporanea) di Cinisello Balsamo.

Tra le aperture di questi giorni va ricordato il MEET, il centro internazionale per la cultura digitale, nel cuore di Porta Venezia. Con il supporto di Fondazione Cariplo, il progetto di Carlo Ratti Associati risponde alla sfida di creare una casa per la cultura digitale. Cuore del progetto la Living Staircase, la scala abitata capace di diventare di volta in volta teatro o spazio di lavoro.

Va poi ricordato il Labirinto”, una straordinaria installazione ambientale di circa 170 mq realizzata da Arnaldo Pomodoro nell’arco di sedici anni (1995-2011) come riflessione e sintesi del proprio percorso di artista. Il Labirinto, collocato negli spazi sotterranei dell’ex opificio Riva Calzoni, già spazio della Fondazione Pomodoro e da alcuni anni showroom della casa di moda Fendi, è di nuovo visitabile su prenotazione.

Infine, tra i progetti futuri per quanto riguarda gli archivi, l’ex mercato rionale di via Isernia al QT8, nei pressi del Monte Stella, ospiterà il Centro studi arti visive (CASVA), un istituto del Comune che tra il 2002 e 2012 ha acquisito ben nove archivi di architetti e designer.

 

 

Progetti e realtà culturali segnalati nell’articolo

Teatro alla Scala, ampliamento su via Verdi, Mario Botta e Emilio Pizzi (2022)
PAN Parco Amphitheatrum naturae, Soprintendente Antonella Ranaldi con Attilio Stocchi (2022)
ADI Design Museum, via Ceresio 7, Ico Migliore, Mara Servetto, Italo Lupi, progetto di allestimento delle collezioni permanenti (2021)
Labirinto Arnaldo Pomodoro, via Solari 35 (Fondazione Arnaldo Pomodoro, che ha sede, invece, in via Vigevano 9)
Museo Etrusco di Milano, Palazzo Bocconi-Rizzoli-Carraro, corso Venezia 52, Mario Cucinella Architects (2021)
MEET, centro internazionale per la cultura digitale, via Vittorio Veneto 2, Carlo Ratti Associati (2020)
Museo Nazionale della Fotografia presso la Triennale di Milano
CASVA, Centro Studi Arti Visive, ex mercato rionale di via Isernia
Testro lirico Litta (2021)
Murales nel quartiere dell’Ortica, realizzazione del colletivo Orticanoodles sponsorizzata dall’associazione Or.Me. – Ortica Memoria (dal 2017)
Fablab WeMake, centro indipendente per le arti e la cultura, via Privata Stefanardo da Vimercate 27
Macao, nuovo centro per le arti, la cultura e la ricerca, viale Molise 68
Base Milano, creative hub, via Bergognone 34
Mare culturale urbano, centro di produzione artistica, via Giuseppe Gabetti 15
O’, l’associazione per la promozione delle ricerche artistiche, via Pastrengo 12

 

Altri spazi e realtà significativi

Recupero di Cascina Sella, studio Piuarch
Spazio San Siro
Edicola sostenibile in piazza della Resistenza partigiana, realizzazione dell’azienda Rubner Haus (2021)
Nuovo polo culturale del Pontificio Istituto delle Missioni Estere di Milano e del Museo Popoli e Culture, via Monterosa 81, Alterstudio Partners (2021)
Superstudio Maxi, centro polivalente multiculturale dedicato ad eventi, workshop, fiere, laboratori, lecture, festival, Via Moncucco 35 (2020)
Museo nazionale della Resistenza, piazzale Baiamonti, Herzog & De Meuron (2023)
Fondazione ICA Milano – Istituto contemporaneo per le arti, via Orobia 26
Galera San Soda, spazio espositivo, corso Sempione 33
Galleria Cassina Projects, via Mecenate 76
Ordet, piattaforma per la ricerca, l’esposizione e la produzione, via Adige 17
Spazio Maiocchi, spazio culturale, in via Achille Maiocchi, 7
Assab One, spazio espositivo multifunzionale, ex stabilimento GEA, via privata Assab 1

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