Milano: Paolo Mazzoleni

Di Laura Milan  •  Gen 23, 2019 at 10:42am  •  Covid-19 e professione

Milano: Paolo Mazzoleni

 

Per il presidente di Milano “gli Ordini e il Cnappc dovrebbero abbandonare le iniziative non più strategiche e concentrare le richieste a governo e amministrazioni locali sulle migliorie che possono diventare strutturali dopo la crisi

 

 

1. In una situazione che cambia di giorno in giorno, cosa possono fare gli Ordini provinciali degli Architetti PPC, ma anche il Cnappc, per supportare il presente sospeso della professione?

Come ordine locale, stiamo concentrando tutti i nostri sforzi nell’aiutare i nostri iscritti a districarsi nella complessa situazione normativa, logistica ed economica attuale: a questo fine abbiamo attivato una sezione speciale della piattaforma DIMMI dove raccoglieremo le domande che riceviamo più frequentemente con le risposte che abbiamo predisposto grazie al contributo di tutti i collaboratori e consulenti dell’Ordine. Stiamo poi lavorando sulla formazione, tornando ai corsi on-line gratuiti. Nel frattempo ci stiamo attivando presso le istituzioni e gli organi deputati (Cnappc, Inarcassa, Regione, Governo) per evidenziare la necessità di prendere tutte le misure necessarie a sostenere la nostra categoria, ora e in futuro.

 

2. Dopo il contenimento dell’emergenza si aprirà una fase delicatissima con il graduale ritorno a una vita lavorativa che potrebbe essere estremamente mutata, sia nella quantità delle commesse che nella loro tipologia. Quali azioni si potrebbero mettere in campo per aiutare gli architetti nella ripresa sia a livello locale che nazionale?

Stiamo tutti iniziando a comprendere che questa crisi sanitaria, oltre ai suoi drammatici costi umani e sociali attuali, porterà con sé un importante cambiamento del quadro generale. Ognuno di noi dovrà impegnarsi affinché questo cambiamento sia occasione di crescita e non l’inizio di una lunga crisi che le nostre realtà professionali – già duramente provate dalla lunga stagnazione seguita alla crisi del 2008 – non sarebbero in grado di sopportare. Per quanto riguarda gli Ordini, locali e soprattutto nazionali, credo che dovrebbero prima di tutto abbandonare le iniziative non più strategiche e concentrare tutte le energie economiche e organizzative sulle iniziative per la ripartenza. E poi concentrare le richieste a governo e amministrazioni locali sulle migliorie che possono diventare strutturali dopo la crisi (digitalizzazione, snellimento burocratico, ecc.) e tornare a costruire un’alleanza solida e reale di filiera con le altre professioni tecniche, con i costruttori e con la pubblica amministrazione; un’alleanza oggi fragile e dominata dagli egoismi delle categorie. Credo profondamente che le condizioni forzate di sperimentazione dello spazio di questi mesi (rispetto all’adeguatezza dell’alloggio, alla necessità di spazio pubblico, alle nuove forme di lavoro), possano diventare l’humus per una nuova consapevolezza sulla necessità di progetto (e progettisti) di qualità, cui gli architetti, i pianificatori, i paesaggisti e i conservatori italiani potranno e dovranno rispondere.

 

Autore

Architetto e dottore di ricerca in Storia dell’architettura e dell’urbanistica, si laurea e si abilita all’esercizio della professione a Torino nel 2001. Iscritta all’Ordine degli architetti di Torino dal 2006, lavora per diversi studi professionali e per il Politecnico di Torino, come borsista e assegnista di ricerca. Ha seguito mostre internazionali e progetti su Carlo Mollino (mostre a Torino nel 2006 e Monaco di Baviera nel 2011 e ricerche per la Camera di Commercio di Torino nel 2008) e dal 2002 collabora con “Il Giornale dell’Architettura”, dove segue il settore dedicato alla formazione e all’esercizio della professione. Dal 2010 partecipa attivamente alle iniziative dell’Ordine degli architetti di Torino, come membro di due focus group (Professione creativa e qualità e promozione del progetto) e giurata nella nona e decima edizione del Premio architetture rivelate.
Nel 2014 costituisce lo studio associato Comunicarch con Cristiana Chiorino. Nel 2017 è co-fondatrice dell'associazione Open House Torino.

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