Covid-19: Inarcassa, aiutaci veramente a ripartire!

 

Pubblichiamo la lettera al presidente Giuseppe Santoro e al Consiglio di Amministrazione della cassa previdenziale degli ingegneri e architetti liberi professionisti di un gruppo di giovani architetti che chiede un supporto più concreto per permettere d’intraprendere con maggiore sicurezza le nuove strade che si apriranno dopo la crisi

 

Premessa

Stiamo vivendo dei giorni nuovi, che segnano il nostro tempo, giorni in cui si sta affermando con forza sempre maggiore il valore della distanza, dell’importanza dello stare fisicamente lontani, una necessità che ci fa fermare, osservare e riflettere.

In questa nuova condizione di stasi apparente, forzata, dalla quale per ora non è possibile uscire, abbiamo deciso, nonostante tutto, di ritrovarci, riunirci e discutere, guidati sempre da un principio che caratterizzerà ogni nostro passo: procedere insieme. Nella distanza abbiamo sentito il bisogno di ricreare dei legami che erano scomparsi, di cercarci, di ricostruire un confronto, di riaffermare una coscienza che sembrava persa: la coscienza degli architetti.

Rivendichiamo con orgoglio l’importanza di essere architetti, mettendo da parte i personalismi, facendo fare un passo indietro ai singoli “io”, per far rinascere il “noi”, appunto inteso come coscienza di classe.

Siamo un gruppo di studi, di architetti, di professionisti, prima ancora di persone, le quali nel momento di maggiore difficoltà hanno deciso di proporre delle idee che riguardano il nostro presente, e, ovviamente, il nostro futuro. L’interesse che abbiamo è quello di mettere in chiaro, da subito, la necessità di misure inerenti la nostra professione, che siano adeguate, lungimiranti, perché tutti noi siamo consci che questo momento difficile non terminerà il 3 aprile e neanche il mese successivo.

Servirà del tempo per tornare a lavorare, ma non vogliamo scrivere volutamente “come prima”, perché riteniamo che questo periodo segnerà un punto zero dal quale dovremo ripartire con nuovi presupposti, affermando la necessità inderogabile di riappropriarci di una nuova coscienza, affinché si possano ottenere dei diritti che nel tempo avevamo perso.

Molte sono le cose sulle quali discutere e molto è il lavoro da fare, sempre come architetti, per tornare ad occupare il giusto ruolo all’interno della nostra società, che riguarda la cultura, l’economia e anche la politica di questo Paese.

 

Proposte

Questa lettera ha vari destinatari, ma prioritariamente si rivolge al CdA di Inarcassa, la nostra Cassa di Previdenza e in particolar modo al Presidente Giuseppe Santoro. La sera stessa in cui il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte annunciava il primo DPCM per gestire l’emergenza, abbiamo compiuto una scelta responsabile, ma anche la più difficile che potevamo intraprendere, chiudere i nostri studi, senza avere certezze sul futuro, aspettando e cercando di capire, mantenendo la calma in un momento complicato, nel quale le nostre sicurezze stavano venendo meno.

Dalle nostre abitazioni il 13 marzo abbiamo letto la Vostra delibera con i primi provvedimenti per fronteggiare l’impatto economico del Covid-19 e siamo rimasti sinceramente stupiti e delusi. Riteniamo che in un momento di emergenza, eccezionale e molto grave, si possa e si debba fare molto di più, soprattutto partendo dal presupposto, ovvio e scontato, che finita la quarantena, noi architetti impiegheremo moltissimo tempo per riprendere l’attività professionale. Per questo motivo ci rivolgiamo in primo luogo a Voi, perché ora come non mai, abbiamo bisogno della nostra Cassa di Previdenza, dalla quale ci aspettiamo misure per evitare che alla fine di questa quarantena, moltissimi studi spariscano, decretando anche la fine di un’intera categoria, con tutto ciò che ne consegue.

Non possiamo più attendere ulteriore tempo per esprimere le nostre posizioni, che sono queste:

  1. Riteniamo completamente inutile posticipare i pagamenti dei contributi, dal momento che i nostri fatturati sono pressoché azzerati e che, senza lasciarsi prendere dallo sconforto, impiegheremo molto tempo prima di rivedere i primi incassi. Spostare la data di un pagamento, in questo momento equivale a sommare un carico di diversi contributi che già da ora sappiamo di non poter sostenere, motivo per il quale Vi chiediamo di annullare tutti i pagamenti per l’anno corrente
  2. Necessitiamo del riconoscimento di un’indennità giusta e proporzionata al fatturato dei singoli professionisti, o studi di architettura, che non sia solo una misura di mero assistenzialismo, o peggio ancora una tantum, ma un rimedio concreto, per questi giorni, affinché ognuno di noi possa continuare a mantener fede almeno ai propri impegni economici. Appare superfluo ricordare che la stragrande maggioranza di noi deve garantire ogni mese dei pagamenti relativi all’affitto dello studio e dei programmi che utilizziamo per lavorare, ad eventuali noleggi di strumentazioni tecniche e macchinari, all’iscrizione ai relativi Ordini, alle assicurazioni, ai prestiti o ai mutui e alle varie utenze (non è ancora chiaro se verranno sospese o meno)
  3. Ora è il momento nel quale noi iscritti abbiamo bisogno di una Cassa di Previdenza che comunichi in tempi rapidi, perché siamo già in ritardo, con precisione e chiarezza le misure da adottare, con le eventuali modifiche o integrazioni che potrebbero essere necessarie con il passare del tempo. Pur comprendendo il momento e la necessità di un grande lavoro organizzativo da parte della nostra Cassa di Previdenza, dobbiamo purtroppo constatare che, avendo aspettato molti giorni dall’inizio di questa emergenza, le comunicazioni che leggiamo sul portale istituzionale sono del tutto inadeguate e vaghe, poiché lasciano un velo di indeterminatezza inaccettabile

Chiudiamo questa lettera rivolgendoci a tutti gli architetti, agli altri “noi”, perché ora non è il momento dei personalismi, non abbiamo più tempo per coltivare l’ego autoreferenziale, per metterci in mostra singolarmente, per muoverci in maniera autonoma.

Siamo convinti che, finita questa emergenza, ripartiremo da zero, ridisegnando i confini sui quali muoverci, dove la parola confine non indicherà un limite oltre il quale non andare, ma un margine tra la sicurezza e tutto ciò che è sconosciuto.

Siamo architetti e per nostra natura svolgiamo una professione che ha la sua ragion d’essere nel confine, tra la ricerca e la pratica; ci spingiamo sempre in territori che spesso non conosciamo, sperimentando. Un margine intorno al quale lavoreremo per ricostruire la giusta strada da percorrere, insieme. Il nostro gruppo non è un qualcosa di determinato, siamo in costante evoluzione e abbiamo bisogno di tutti voi, di coinvolgere chiunque faccia parte di questo mondo: il mondo dell’architettura. Proseguiamo questo percorso insieme.

 

Firmato

AM3 Architetti Associati | Marco Alesi – Cristina Calì – Alberto Cusumano ∎ AMAA| Marcello Galiotto – Alessandra Rampazzo ∎ Atelier Quagliotto | Samuel Quagliotto ∎ BABAU Bureau | Marco Ballarin – Stefano Tornieri – Massimo Triches ∎ Architetto Massimiliano Cafagna cavejastudio | Alessandro Pretolani – Filippo Pambianco ∎ Architetto Riccardo De Vincenzo DDAstudio | Pier Francesco Duranti ∎ deltastudio | Dario Pompei – Valerio Galeone ∎ DIANARCHITECTURE | Giuseppe Diana – Costantino Diana – Gianluigi Diana ∎ DIDONÈ COMACCHIO Architects | Devvy Comacchio – Paolo Didonè ∎ DUEPUNTI Architetti |Patrizia Campili – Matteo Romanelli ∎ ELLEVUELLE Architetti | Matteo Cavina – Luca Landi – Giorgio Liverani – Michele Vasumini ∎ FABBRICANOVE | Enzo Fontana – Giovanni Bartolozzi ∎ Architetto Claudio Grasso ∎ GRRIZ | Luigi Greco ∎ H501| Alessandro Acciarino ∎ LAUP | Riccardo Onnis ∎ LERUA Ledda Russo Architetti | Paolo Russo – Fabiana Ledda ∎ OFL Architecture |Francesco Lipari ∎ OKS Architetti | Eugenio Salvetti – Luca Scollo ∎OASI Architects | Pietro Ferrario – Francesco Enea Castellanza – Anton Sagal ∎ OSA Opificio Sperimentale d’Architettura |Barbara D’Alessandro – Francesco Nicolai – Matteo Romanelli ∎ Architetto Giuseppe Parisi ∎ PCA Studio | Pietro Colonna ∎ Architetto Marco Petrangeli ∎ Architetto Stefano Scalabrino ∎ Architetto Davide Tagliabue ∎ SPAZIOZERO | Lorenzo Ciccu – Simone Langiu – Nicola Melis ∎ Superluna | Marco Bonfatti Paini – Valerio Botta – Andrea Romano – Luca Sartori ∎ TARI – Architects | Claudia Ricciardi – Marco Tanzilli ∎ Vosa Napolano Architetti | Raffaella Napolano – Gianluca Vosa

 

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