Il Coronavirus e gli architetti

Il Coronavirus e gli architetti

L’arrivo del Coronavirus in Italia rischia di colpire gli architetti come non era mai successo nei sette decenni più recenti della storia del paese. Il governo sembra volersi apertamente disinteressare della loro situazione, come di quella di tanti altri professionisti iscritti alle casse private. Inarcassa, unica tra le casse private, ha varato un primo pacchetto di aiuti per tamponare in parte una situazione che rischia di essere catastrofica per quasi tutta la categoria.

Abbiamo posto due domande, sull’oggi e sull’immediato futuro post emergenza, ai presidenti di alcuni degli Ordini delle regioni finora più colpite: la Lombardia, con Milano, e l’Emilia-Romagna, con Bologna e Piacenza. E abbiamo chiesto a Gianluigi D’Angelo, architetto e delegato nazionale Inarcassa per la provincia di Pescara, di fare il punto della situazione relativa alla cassa.

A cura di Laura Milan

Tra i mancati riconoscimenti da parte del governo e gli interventi straordinari di Inarcassa, cruciale dovrà essere il ruolo degli Ordini e del Cnappc: nella gestione dell’emergenza e, soprattutto, nella definizione delle strategie per il futuro

Per il presidente di Milano “gli Ordini e il Cnappc dovrebbero abbandonare le iniziative non più strategiche e concentrare le richieste a governo e amministrazioni locali sulle migliorie che possono diventare strutturali dopo la crisi

Secondo il presidente di Bologna “serviranno dispositivi fiscali e previdenziali che possano venire incontro all’inerzia di questi mesi, oltre a politiche che favoriscano l’aggregazione e la multidisciplinarietà

Il presidente di Piacenza propone “una raccolta d’idee sul tema della città post-pandemia, una serie di micro-concorsi di rigenerazione urbana a scala cittadina, e di posticipare il triennio formativo 2020-23 al 2021-24″

DI GIANLUIGI D’ANGELO

Dopo l’esclusione di fatto dei liberi professionisti con cassa privata dalle misure del decreto “Cura Italia”, la cassa pensionistica di ingegneri e architetti è stata l’unica a muoversi in modo straordinario, rispondendo prontamente

LETTERE AL GIORNALE

La lettera alla cassa previdenziale degli ingegneri e architetti liberi professionisti di un gruppo di giovani architetti che chiede un supporto più concreto per permettere d’intraprendere con maggiore sicurezza le nuove strade che si apriranno dopo la crisi

La lettera di Daniele Lauria considera come l’emergenza sanitaria abbia nuovamente evidenziato i molti deficit del paese, mentre Invitalia e altri enti proseguono (giustamente) a pubblicare bandi per l’affidamento di incarichi attraverso procedure farraginose e punitive per la qualità. È necessario un intervento per rendere l’Italia più moderna e competitiva

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